Il Teatro

Passato
Il Teatro Sociale di Stradella nasce nel 1844 su iniziativa di un gruppo di maggiorenti della città, tra cui spicca il nome del futuro presidente del consiglio Agostino Depretis. La neonata “Società degli azionisti” del teatro rileva il terreno, nel pieno centro della città e finanzia la costruzione dell’immobile, che l’architetto Chiappa interpreta secondo i dettami del più schietto neoclassicismo. Il Sociale di Stradella si inserisce nella tradizione architettonica del cosiddetto “teatro all’italiana”, che vede nella Scala di Milano il suo esempio più noto. L’attività del Teatro dura senza interruzioni per quasi un secolo. Agli inizi degli anni ‘60 del ‘900 viene trasformato in cinematografo, salvo venire chiuso negli anni ’80, quando nuove normative di sicurezza impongono la sospensione degli spettacoli. Viene recuperato e restituito alla città nel 2006.

Presente
In provincia di Pavia sono ad oggi attivi tre soli teatri storici: il “Fraschini”, nel capoluogo; il “Cagnoni” a Vigevano e, appunto, il “Sociale”, che può giustamente fregiarsi del titolo di unico teatro dell’Oltrepò. Il Sociale conta attualmente 297 posti, 80 dei quali in platea; gli altri sono distribuiti su tre ordini di palchi ed il loggione. Dalla seconda stagione (2007 – 2008) è stato necessario prevedere la doppia sera di rappresentazione per il cartellone di prosa, opera e operetta. I dati relativi alla stagione 2007 – 2008 parlano di un totale circa 40 rappresentazioni: da ottobre a maggio sono entrati al Sociale oltre 9000 spettatori. Il teatro, di proprietà comunale, vive anche grazie al mecenatismo di un numero considerevole di soggetti privati: sono decine le aziende, imprese ed istituti di credito che hanno scelto di investire per diventare “sponsor di cultura”.

Futuro
A seguito della riapertura del Sociale il Comune di Stradella ha avviato, con il sostegno finanziario della Fondazione Cariplo il “Progetto Cantiere”. L’idea è stata quella di realizzare un vero e proprio laboratorio per la gestione e la programmazione culturale del teatro: la gestione è il risultato di un percorso formativo, un Cantiere, dove giovani del territorio e professionisti collaborano in un processo di apprendimento e lavoro. Il principio fondante del Cantiere è quello di imparare facendo. Il teatro apre la sua stagione e un gruppo selezionato di giovani del territorio inizia a gestire tutte le attività del teatro, affiancati da figure professionali altamente qualificate provenienti da settori diversi: il teatro, il cinema, la televisione, il settore fieristico, la comunicazione. Di fatto si prefigurano le condizioni per far rivivere la “bottega rinascimentale”, dove il maestro e l’allievo sono un continuum nella storia del sapere, della cultura del fare. Dopo i primi due anni di attività il Cantiere ha cominciato ad allargare i propri orizzonti: non più solo teatro, ma progettazione e allestimento di progetti ed iniziative culturali eterogenee.


Scheda Tecnica